Può darsi che sia colpa del tempo se i pensieri di qualche lavoratore d'ufficio in questo periodo faticano a restare concentrati. Preferirebbero di gran lunga viaggiare verso un luogo dove non siano un computer, un telefono o l'agenda a scandire la giornata, ma il meteo, le maree o le esigenze del proprio corpo e della mente. L'estate è tradizionalmente anche il periodo delle vacanze e, con l'avvicinarsi delle ferie scolastiche, si avvicina anche il tempo che i genitori possono trascorrere con i propri figli.
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Pianificazione
Per fare in modo che tutto fili liscio, è consigliabile pianificare con largo anticipo. Perché il primo passo verso spensierate giornate estive è sempre quello verso i piani alti: dopotutto, il superiore deve approvare le ferie. In alcune aziende, una riunione ferie all’inizio dell’anno fa sì che le esigenze dei colleghi non entrino in conflitto. Soprattutto quando più della metà del personale ha figli, le vacanze scolastiche sono tradizionalmente il periodo di punta per le richieste di ferie. In una riunione di questo tipo si possono quindi trovare compromessi in modo diretto, secondo il motto: “Tu a Pentecoste, io a Pasqua”.
Con la ventiquattrore in vacanza?
Che sempre più dipendenti mettano in valigia, insieme al costume da bagno, anche qualche pratica di lavoro è ormai diventata normalità. Una scrivania si trova anche nella camera d’albergo. Ma non è così che dovrebbe essere, come rivela uno sguardo alla legge federale tedesca sulle ferie (in breve: BUrlG). In sostanza, definisce la vacanza come inattività, per l’intera giornata. “Le ferie dovrebbero servire al recupero e andrebbero utilizzate per preservare la propria capacità lavorativa”, afferma l’avvocata Simone Weber. La giurista gestisce uno studio legale presso il Sendlinger Tor di Monaco di Baviera: il diritto del lavoro è uno dei suoi ambiti di specializzazione.
Per il legislatore, il mantenimento della capacità lavorativa è un bene da tutelare. Per questo, in linea di principio, tutti i lavoratori, compresi apprendisti e dipendenti part-time, hanno diritto per legge a ferie retribuite. Naturalmente i dipendenti non possono decidere autonomamente quando andare in ferie, ma devono presentare una richiesta al datore di lavoro e farla approvare. “In nessun caso un lavoratore può mettersi in ferie da solo. Se un lavoratore si concede ferie di propria iniziativa, viola i propri obblighi contrattuali e deve aspettarsi conseguenze in ambito lavorativo, che possono arrivare fino al licenziamento per giusta causa”, spiega Simone Weber.
Anche per il datore di lavoro valgono delle regole. Non può quindi concedere o negare le ferie a suo piacimento, ma deve anch’egli attenersi alla legge vigente. “Il paragrafo 7, comma 1, della legge federale sulle ferie prevede che i datori di lavoro debbano tenere conto delle richieste di ferie del lavoratore.” Naturalmente, in determinate circostanze può anche rifiutare una richiesta di ferie: “Se vi si oppongono urgenti esigenze aziendali, come ad esempio un elevato carico di lavoro dovuto a un nuovo incarico, un alto tasso di assenze per malattia nel reparto oppure richieste di ferie di altri dipendenti in conflitto”, afferma l’esperta. “In caso di richieste di ferie contrastanti, il datore di lavoro deve valutare tra loro le esigenze sociali di entrambi i lavoratori, ad esempio età più avanzata, durata dell’anzianità aziendale, figli in età scolare, necessità di riposo, coniuge lavoratore. Il lavoratore socialmente più meritevole di tutela ha quindi, in linea di principio, la precedenza per quanto riguarda la sua richiesta di ferie.” In linea generale, i capi devono anche decidere tempestivamente sulle richieste di ferie dei propri collaboratori e tenere conto del fatto che le ferie dovrebbero essere concesse in modo continuativo.
A quanti giorni di ferie hanno diritto i lavoratori?
Il sindacato dei servizi unificato “Ver.di” fornisce sul proprio sito web una panoramica di chi ha diritto a quante ferie. “La durata minima legale delle ferie è, indipendentemente dall’età, di 24 giorni lavorativi per anno solare su tutto il territorio federale per gli adulti”, si legge. “Ciò corrisponde a quattro settimane, poiché sono considerati giorni lavorativi tutti i giorni di calendario che non siano domeniche o giorni festivi.” Ver.di fa notare tuttavia che oggi la durata media contrattuale delle ferie è già di sei settimane. Anche i lavoratori con impiego marginale hanno quindi diritto alle ferie, in proporzione al loro orario di lavoro. “Per ogni mese intero di esistenza del rapporto di lavoro, il lavoratore ha diritto a un dodicesimo delle ferie annuali”, si legge sul sito del sindacato.
Simone Weber può spiegarlo con maggiore precisione – e ha anche un esempio pronto. “Le ferie minime legali ammontano a 24 giorni lavorativi. Per giorni lavorativi si intendono tutti i giorni che non siano domeniche o giorni festivi ufficiali.” La legge federale sulle ferie, quindi, nel calcolo dei 24 giorni lavorativi presuppone che il lavoratore lavori dal lunedì al sabato, ossia abbia una settimana di sei giorni. Se il lavoratore ha invece una settimana di cinque giorni, dal lunedì al venerdì, le ferie minime di 24 giorni devono essere ridotte di conseguenza.” Simone Weber mostra il calcolo: “24 giorni lavorativi divisi per 6 giorni lavorativi = 20 giorni lavorativi di ferie.” Questo calcolo, applicato in modo analogo, produce la seguente tabella:
- Settimana di sei giorni: 24 giorni lavorativi di ferie
- Settimana di cinque giorni: 20 giorni lavorativi di ferie
- Settimana di quattro giorni: 16 giorni lavorativi di ferie
- Settimana di tre giorni: 12 giorni lavorativi di ferie
- Settimana di due giorni: 8 giorni lavorativi di ferie
- Un giorno lavorativo alla settimana: 4 giorni lavorativi di ferie all'anno
C'è però un dettaglio interessante da tenere presente: è del tutto irrilevante che un dipendente lavori ogni giorno quattro, otto o dieci ore. “Per le ferie contano i giorni lavorativi alla settimana e non le ore di lavoro al giorno”, spiega l'avvocata Simone Weber. „Chi lavora cinque giorni alla settimana, anche se solo per cinque ore al giorno, ha comunque diritto a 20 giorni lavorativi di ferie, proprio come il dipendente che lavora otto ore al giorno sulla sedia da ufficio.“
In caso di orari di lavoro flessibili, cioè quando il dipendente lavora una settimana per cinque giorni, quella successiva solo per due giorni, poi una settimana non lavora affatto e la settimana seguente solo per tre giorni, l'orario di lavoro deve essere calcolato su un periodo più lungo; eventualmente persino sull'intero monte ore annuale. La durata delle ferie si calcola quindi, secondo Simone Weber, come segue: „Se il Suo orario di lavoro regolare è distribuito su un periodo che non coincide con una settimana di calendario, si prende come riferimento la durata legale o contrattuale delle ferie per il lavoro a tempo pieno. In caso di settimana di sei giorni, la legge prevede 24 giorni lavorativi di ferie. Questi 24 giorni lavorativi vengono divisi per i giorni lavorativi annuali pari a 312 giorni (52 settimane x 6 giorni lavorativi). Ne risulta un fattore di 0,0769. Questo fattore va poi moltiplicato per i giorni di lavoro effettivamente prestati. Se quindi, per esempio, si sono lavorati 80 giorni (80 x 0,0769), ne deriva un diritto alle ferie di 6,15 giorni all'anno.“
Giovani e persone con disabilità grave
A proposito: per i giovani e le persone con disabilità grave valgono regole speciali. Chi all'inizio di un anno solare non ha ancora compiuto 16 anni, riceve almeno 30 giorni di ferie. A 17 anni sono 27 giorni di ferie, a 18 anni diventano 25. I dipendenti con disabilità grave hanno per legge diritto a un giorno di ferie retribuito all'anno per ogni giorno lavorativo settimanale. In caso di settimana di 5 giorni, questo significa cinque giorni di ferie in più all'anno; in caso di settimana di sei giorni, sei giorni di ferie.
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