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Sedia da ufficio in similpelle o in pelle? Le differenze più importanti

Bürostuhl Kunstleder oder Leder? Die wichtigsten Unterschiede - buerostuhl24

Laura Hofstetter |

Indipendentemente dal tipo di mobile imbottito, prima o poi ci si pone sempre la questione del materiale. Cosa scegliere: un prodotto naturale o una materia sintetica, l’originale o l’imitazione? Soprattutto quando si parla di pelle, le opinioni divergono molto. Solo dal punto di vista di un animalista la questione diventa semplice. Per produrre la pelle gli animali devono perdere la vita, e questo è inaccettabile, punto. Dall’altra parte, però, la similpelle si porta dietro ancora oggi una cattiva reputazione. Si dice, ad esempio, che faccia sudare, che al tatto sembri economica e che sia anche meno resistente della vera pelle. È davvero così?

Indice dei contenuti

  • I pregiudizi sotto esame
  • Uno sguardo più attento all’originale
  • Uno sguardo più attento alla copia
  • Confronto diretto: un paragone tra i due materiali


I pregiudizi sotto esame

Sarebbe in realtà compito degli scienziati affrontare questo tema in modo esaustivo. Ma anche senza provette o becchi Bunsen si possono individuare alcuni elementi essenziali che distinguono la pelle dalla similpelle e che determinano, a loro volta, vantaggi e svantaggi di entrambe. A questo proposito, anche una minima conoscenza dei materiali è di enorme aiuto. Il tema “pelle o similpelle” è naturalmente particolarmente interessante quando si parla del loro impiego come rivestimento dei mobili. Certo, anche una giacca di pelle o un paio di scarpe in vera pelle sono acquisti destinati a durare molti anni e quindi piuttosto costosi. In fin dei conti, però, l’abbigliamento resta sempre soggetto alle mode del momento.

La situazione è diversa nel caso dei mobili. Il divano Chesterfield, il sofà Bauhaus o la poltrona club sono grandi classici che stanno bene praticamente in qualsiasi contesto. Anche in ufficio la pelle si è affermata soprattutto negli ambienti direzionali: la poltrona direzionale da ufficio, la sedia da conferenza o la sedia da ufficio high-end acquistano subito un’eleganza decisamente superiore se non sono rivestite in plastica, tessuto imbottito o rete, bensì in pelle. Oppure in similpelle. Dal punto di vista estetico, i due materiali (sedia da ufficio in pelle o sedia da ufficio in similpelle) ormai non si distinguono quasi più. Sono finiti i tempi in cui si capiva a tre metri di distanza, anche controvento, che la similpelle conteneva un composto plastico. Oggi i produttori di sedie da ufficio in similpelle sono riusciti a riprodurre in modo sorprendentemente fedele la naturale grana della vera pelle. In tutti gli altri aspetti, però, originale e imitazione restano fondamentalmente diversi.

Uno sguardo più attento all'originale

La pelle è un prodotto naturale. Più precisamente, si tratta di pelle animale resa durevole attraverso un processo chimico. Si ottiene dal cosiddetto derma dell'animale tramite concia. Con questo procedimento, la pelle deperibile, soggetta ai naturali processi di decomposizione, viene trasformata in un prodotto più durevole. Dopo la concia, la pelle presenta un lato liscio e un lato ruvido. Il lato liscio è chiamato “fiore” e presenta una struttura superficiale fine e individuale. Il suo rovescio, il cosiddetto “lato carne”, ha invece una superficie più ruvida.
 
Solo durante le successive lavorazioni la pelle assume l'aspetto che Lei conosce per l'impiego in abbigliamento, mobili o scarpe. Per il nabuk, ad esempio, il lato fiore della pelle viene leggermente carteggiato con carta abrasiva fine; per il velour, invece, viene smerigliato il lato carne. Per una giacca in pelle liscia, il materiale viene spruzzato con più strati di leganti, pigmenti e additivi e successivamente stirato, lucidato o pressato, in modo che il rivestimento resti saldamente ancorato alla pelle. Questo trattamento la rende più resistente e può lasciarla opaca oppure conferirle lucentezza. Per la pelle verniciata è necessario un trattamento diverso: con l'aiuto di vernici a olio, a freddo o in film, dalla pelle si ottiene una lucida pelle verniciata.
Il fatto che il prodotto naturale pelle sia ancora oggi così apprezzato dalla maggior parte delle persone si spiega anche guardando al passato: la sua storia è strettamente legata a quella dell'umanità. Insieme a legno, pietra e lana, è uno dei materiali utilizzati più precocemente in assoluto e serve l'uomo in molti modi: come materiale per scarpe, abiti e armi, come materiale per borse e gioielli, come rivestimento per bauli, cofanetti o mobili. Non di rado anche come materiale per abitazioni: la più nota è probabilmente il “tipi”, una tenda in pelle di cervo e di bisonte che gli indigeni del Nord America potevano montare e smontare con relativa facilità.

verschiedenes Leder in verschiedenen Farben

Uno sguardo più attento alla copia

Relativamente giovane, invece, è la similpelle. Poiché i costi di produzione della pelle sono piuttosto elevati, già molto presto si è cercato di creare un sostituto della vera pelle. Solo con le possibilità offerte dalla chimica moderna è stato possibile realizzare un prodotto che assomiglia al materiale naturale, ma che nelle sue caratteristiche è fondamentalmente diverso.
Ciò dipende soprattutto dal fatto che la similpelle è un materiale composito formato da un supporto tessile di base, cioè un tessuto intrecciato a macchina, e da uno strato superficiale in plastica. Per il tessuto vengono utilizzate fibre naturali oppure artificiali e talvolta perfino miste. Il rivestimento è composto da PVC morbido oppure da poliuretano. Affinché la similpelle si avvicini al tatto del materiale originale, il rivestimento viene schiumato chimicamente oppure lavorato meccanicamente.
La similpelle accompagna l’uomo da molto meno tempo rispetto alla pelle, vale a dire solo da alcuni decenni. Il tentativo di trovare un’alternativa economica, però, esiste probabilmente da più tempo, come rivela uno sguardo al classico “Mercks Warenlexikon”. Nella terza edizione dell’“opera di consultazione merceologica per il commercio, l’industria e l’artigianato” del 1884, alla voce “surrogati della pelle” si trova quanto segue: “Si tratta di questi prodotti artificiali destinati a sostituire la pelle. Già da molto tempo si è cercato di produrli, senza però riuscire a inventare un prodotto che soddisfacesse tutte le esigenze e che, in particolare, potesse sostituire determinati tipi di pelle.”
A questa descrizione poco lusinghiera segue la precisazione che, nonostante tutto, sono stati realizzati alcuni surrogati in grado almeno in certi casi di sostituire la pelle oppure addirittura di superarla per quanto riguarda la resistenza all’acqua e agli agenti atmosferici.

Il nuovo arrivato: pelle vegana

Oggi i materiali e gli stili di vita vegani sono assolutamente di tendenza. Lo stesso vale per la pelle vegana, che viene prodotta completamente senza prodotti o sottoprodotti di origine animale. Anche se la pelle vegana è un materiale artificiale e sintetico, non per questo può essere equiparata a qualsiasi similpelle. Purtroppo qui si fa spesso greenwashing, perché non ogni tipo di similpelle è automaticamente anche vegano. Infatti, molti tipi di pelle PU non sono cruelty free. Prima dell’acquisto, verifichi quindi l’etichetta per ottenere ulteriori informazioni sull’imitazione della pelle. Anche la similpelle realizzata in PVC non è considerata vegana, poiché per la sua produzione vengono utilizzati benzina, gas naturale e petrolio. Per questo motivo la pelle vegana viene spesso realizzata anche in sughero o con particolari funghi. Anche per quanto riguarda la pulizia, la pelle vegana richiede più cura rispetto alla similpelle tradizionale. È quindi consigliabile informarsi a sufficienza in anticipo. Ciononostante, la pelle vegana è una buona possibilità per ottenere una sedia in pelle di alta qualità tutelando al tempo stesso il benessere degli animali.

Standoff: un confronto tra i due materiali

Entriamo subito nel vivo delle differenze tra questi due prodotti dall’aspetto simile, ma in realtà profondamente diversi. A causa della loro struttura differente, i due materiali reagiscono in modo diverso all’acqua, al fuoco e alle sollecitazioni meccaniche.

Acqua
Mentre la similpelle può essere considerata quasi impermeabile, soprattutto grazie al rivestimento in materiale plastico, l’umidità penetra nella vera pelle attraverso i suoi pori naturali. Naturalmente fino a una certa quantità d’acqua non succede nulla, ma a seconda dell’intensità con cui il liquido agisce su questo materiale naturale, prima o poi finisce per attraversarlo.

Sollecitazioni meccaniche
A seconda del processo di produzione e della qualità della similpelle, questo materiale può risultare quasi indistruttibile. Non cambia forma nemmeno sotto forti sollecitazioni meccaniche e, a meno di usare oggetti appuntiti, non può essere perforato con una forza normale. La vera pelle, invece, perde la sua forma relativamente in fretta, cede sotto trazione e si deforma in caso di usura concentrata su un solo lato.

Fuoco
La similpelle resiste bene fino a un certo punto al calore corporeo e anche ai raggi del sole, ma prende fuoco piuttosto facilmente. Non sopravviverebbe alla brace di una sigaretta e può incendiarsi con un normale accendino. La vera pelle, invece, mette in difficoltà perfino un becco Bunsen: anche alle temperature più elevate al massimo brucia lentamente, anche se emana un odore terribile.

Cura
Entrambi i materiali sono più o meno ugualmente resistenti alle macchie. Quasi ogni tipo di sporco e i residui di liquidi possono essere rimossi sia dalla similpelle sia dalla vera pelle con il rimedio casalingo giusto. In definitiva, però, la similpelle è più facile da curare: la vera pelle ha bisogno di tanto in tanto di un trattamento con olio o cera per non perdere la sua morbidezza.

Comfort
Il pregiudizio più noto nei confronti della similpelle è questo: fa sudare di più. Qui la regola è chiara: quanto più economica è la lavorazione della sedia da ufficio in similpelle, tanto più questa convinzione tende a essere fondata. La causa è il materiale plastico utilizzato nel rivestimento, che non lascia passare l’acqua nel tessuto ma, allo stesso tempo, non lascia uscire nemmeno l’aria. Per quanto riguarda la sensazione al tatto, nel frattempo sono stati fatti grandi progressi. Se ancora una decina di anni fa la similpelle si riconosceva quasi sempre molto facilmente al tatto, oggi originale e imitazione si assomigliano in modo sorprendente grazie ai processi moderni.

Valutazione ecologica

Nella valutazione ecologica della pelle e dell’ecopelle entrano in gioco diversi fattori. Tra questi rientrano, tra l’altro, le materie prime utilizzate, la produzione e la lavorazione. Per questo motivo non è possibile dare un giudizio generale su quale materiale sia, in assoluto, la scelta migliore.

Per la pelle, ad esempio, sono rilevanti l’origine della pelle animale, il processo di concia e l’ulteriore lavorazione. A seconda del metodo di produzione, le sostanze impiegate e il fabbisogno di risorse possono variare.

Per l’ecopelle, la valutazione dipende tra l’altro dalla composizione del materiale utilizzato e dal processo produttivo. Spesso vengono impiegate materie plastiche come poliuretano (PU) o polivinilcloruro (PVC). Anche in questo caso, i processi produttivi e le composizioni dei materiali possono variare a seconda del prodotto.

Chi desidera tenere conto degli aspetti ecologici nella scelta di una sedia da ufficio dovrebbe quindi prestare attenzione alle informazioni specifiche sul singolo prodotto e sul produttore. Le affermazioni sull’impatto ambientale dovrebbero basarsi su informazioni comprensibili e verificabili.

Prezzo
Per quanto riguarda i costi, l’ecopelle è chiaramente in vantaggio. A seconda della produzione e della qualità, il prezzo dell’ecopelle è circa dal 50 al 70 percento inferiore a quello della vera pelle.

Echtleder, von dem gerade ein Stück weggeschnitten wird

Conclusione

Osservandola oggettivamente, è difficile credere che l’ecopelle abbia ancora una reputazione così negativa: è più economica, più resistente e può essere prodotta in modo più personalizzato rispetto alla vera pelle. Il fatto che l’ecopelle favorisca maggiormente la sudorazione può effettivamente avere importanza per scarpe e abbigliamento. 
Per i mobili da ufficio o per le scrivanie questo aspetto è invece trascurabile; mentre tutti gli altri punti rappresentano chiari vantaggi: le sedie si usurano meno, i divani sono più facili da pulire e le sedie da ufficio hanno un aspetto elegante e sono disponibili in molti colori.

Per la cura della pelle e dell’ecopelle, La invitiamo a consultare anche l’articolo sulla cura dei materiali per sedie da ufficio: sapone biologico per la lana, acqua per la pelle.